Fermiamo l’aumento del biglietto Tper!
Sabato 1 marzo manifestazione cittadina per fermare Governo e Comune che vogliono scaricare i costi di privatizzazioni e inflazione sulle tasche di lavoratrici, lavoratori, e sugli abitanti dei quartieri e della provincia.
Lepore esca dalla torre d’avorio e apra un reale confronto democratico con la cittadinanza
Dal 1° marzo i biglietti Tper aumenteranno da 1,50€ a 2,30€, un aumento del 53% per il biglietto urbano, e aumenti fra i 65 e gli 80 centesimi per le varie fasce extraurbane: il trasporto pubblico più caro d’Italia! È l’ennesima stangata verso le classi popolari. La Regione Emilia-Romagna intanto annuncia aumenti sulle tasse, sui ticket sanitari e sul bollo auto, in un periodo di carovita, mentre i nostri salari sono fermi da 30 anni. Vogliono trasformare questa città e questa regione in un luogo solo per ricchi e turisti, mentre i lavoratori e gli studenti vengono espulsi, e fanno sempre più fatica a muoversi!
La responsabilità è della giunta Lepore: Tper è una spa con partecipazione pubblica di Comune, Regione e Città Metropolitana. La convenzione è stata prorogata senza alcuna gara d’appalto, nonostante fossero già noti i costi eccessivamente elevati di Tper. Con la scadenza fissata al 2028, tra soli tre anni ci troveremo di fronte a nuovi rincari. Il sindaco tenta di scaricare le colpe sul governo nazionale, attribuendo gli aumenti ai tagli ai fondi per gli enti locali, un’altra politica antipopolare di un esecutivo che riduce la spesa sociale per favorire quella militare. Ma i conti non tornano: il governo taglia 8 milioni di euro all’anno, mentre Lepore punta a farne 12 all’anno. Non si spiega quindi un aumento così spropositato e ingiustificato, soprattutto considerando che la Regione ha già stanziato nuovi finanziamenti.
L’aumento del biglietto è un modo del Comune da una parte di coprire le scelte sbagliate di Tper, dall’altra di usare questa voce di bilancio con cui fare cassa per coprire spese su altri fronti, a partire dal “fondo di riparazione per l’emergenza climatica”, con il paradosso che l’emergenza climatica viene pagato da chi già usa il trasporto pubblico!
Di fronte a una manovra così sfacciata non bastano più i tentativi di copertura politica di Coalizione Civica (che come sul Passante oggi dice il contrario di quanto diceva ieri), e dei sindacati concertativi CGIL-CISL-UIL che hanno già accettato gli aumenti e adesso cercano di trovare qualche correttivo che possa indorare la pillola.
Mobilitiamoci per fermare gli aumenti dei biglietti, così come delle tasse regionali. Il trasporto pubblico è lo strumento essenziale per la transizione ecologica, per una città meno inquinante, per combattere l’emergenza climatica, che dovrebbe essere incentivato in tutti i modi, e non penalizzato a vantaggio del trasporto privato e di un peggioramento dell’inquinamento. E d’altra parte non possiamo più sopportare che i costi delle politiche sbagliate siano scaricati sui cittadini. Raccogliamo le firme per chiederne l’immediata sospensione e obblighiamo il Comune a un vero confronto pubblico sui bisogni di questa città.
C’è bisogno di rimettere in campo una visione alternativa del trasporto pubblico fuori dalle logiche della privatizzazione e che torni ad essere orientato alla gratuità del servizio e al soddisfacimento dei bisogni di mobilità pubblica, cioè quelli dei lavoratori, degli studenti, di chi vive in questa città.
Per questo chiamiamo tutti ad una mobilitazione cittadina sabato 1° marzo alle ore 14.30 in piazza XX Settembre.
La Segreteria provinciale di Rifondazione Comunista